Univ. di Bologna - Professione restauratore: al via un nuovo corso a Ravenna

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ricercatoreDeve saper definire lo stato di conservazione di un bene e mettere in atto azioni volte a limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi per assicurarne la conservazione e la salvaguardia del valore culturale. Secondo il decreto legislativo 42 del 2004 la figura del “restauratore dei beni culturali” ha una professionalità ben precisa, definita sulla base di un ordinamento nato dall’azione congiunta dei Ministeri dei Beni culturali e dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Per formare questi professionisti è nato un nuovo corso di laurea quinquennale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni culturali. Sarà attivato a partire dal prossimo anno accademico presso la Scuola di Lettere e Beni culturali (Campus di Ravenna) sulla base di un accordo tra l’Alma Mater e la Direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna con le due Soprintendenze per i Beni Architettonici e Paesaggistici e per i Beni Archeologici, la Fondazione RavennAntica  e il sostegno della Fondazione Flaminia. Il corso  avrà due percorsi professionalizzanti. Uno per formare esperti di “materiali lapidei e derivati e superfici decorate dell’architettura”, l’altro sarà dedicato ai “materiali e manufatti ceramici e vitrei, in metallo e leghe”. Il primo sarà realizzato in collaborazione con la Sopraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e con la Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna, mentre il secondo vedrà il coinvolgimento della Sopraintendenza per i beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e le concessioni di scavo di importanti siti archeologici (Galeata, Marzabotto e Classe), oltre al sostegno della Fondazione RavennAntica.

Entrambi i percorsi prevedono 300 CFU distribuiti tra 180 crediti di didattica frontale e nei aboratori dell’Ateneo, 90 crediti nei laboratori dei cantieri esterni di restauro (Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna, Parco Archeologico di Classe) e 30 per la prova finale che consiste in un intervento di restauro.

Gli sbocchi occupazionali previsti sono presso laboratori e imprese di restauro, istituzioni del Ministero dei Beni culturali preposti alla conservazione e alla tutela, aziende ed organizzazioni professionali del settore, istituzioni ed enti di ricerca pubblici e privati.

Al corso, a numero programmato, potranno accedere 10 studenti all’anno: 5 per ciascuno dei due percorsi formativi.
Per informazioni sul bando e sulle prove di ammissione, che si svolteranno tra il 9 e il 13 settembre:

http://www.unibo.it/it/didattica/corsi-di-studio